Natale del Signore 2020

Anno liturgico B (2020-2021) – Tempo di Natale – Natale del Signore – (25 dicembre 2020)

I particolari della nascita si riducono a questi: la vergine che ha dato alla luce il suo bambino, lo avvolge in fasce e lo depone in una greppia. Nient’altro. Ma sono gli stessi particolari che ricorrono sul Calvario: un uomo è morto, viene deposto dalla croce e avvolto in fasce. I pittori di icone della Natività lo hanno mostrato assai bene: la greppia assomiglia alla tomba, le fasce del bambino assomigliano alle fasce mortuarie. E poi, non ci sono luci e angeli attorno alla greppia o alla grotta; questi appaiono ai pastori che vegliano le loro greggi, annunciano il loro messaggio e spariscono. Alla grotta, davanti al Bambino, vale solo il racconto dei pastori, e come loro hanno creduto all’annuncio celeste, così gli altri credono alla loro testimonianza.

IV Domenica T.A.

Anno liturgico B (2020-2021) – Tempo di Avvento – IV Domenica – (20 dicembre 2020)

Il contesto di realizzazione delle promesse di Dio, come lo è stato per la Vergine, così per i discepoli di Gesù, è sempre drammatico. Dramma, che traspare nell’annotazione: E l’angelo si allontanò da lei! La domanda che i credenti si fanno nel dramma della storia, anche se non è la stessa domanda della Vergine Maria, per quanto ne abbia condiviso la drammaticità: dov’è ora la potenza di Dio? Il salmo lo segnala molto bene. Dove vedere ora la potenza di Dio?
E la liturgia risponde: in quel bambino, nato dalla Vergine Maria! Se è vero che non c’è più nulla della gloria umana, è però vero che c’è tutta la gioia del cielo che oramai è riversata nel cuore degli uomini. Sarà quella gioia a pulire gli occhi per vedere tutto nella gloria dell’amore di Dio per l’uomo.

III Domenica T.A.

Anno liturgico B (2020-2021) – Tempo di Avvento – III Domenica – (13 dicembre 2020)

La Chiesa presagisce imminente la festa del Natale e fa spazio alla gioia, dapprima sommessa, poi sempre più prepotente. È come se la liturgia insegnasse ad affinare i cuori per avvertire il rumore della gioia imminente, al di là delle varie oppressioni che affaticano la vita. “Rallegratevi sempre nel Signore: ve lo ripeto, rallegratevi, il Signore è vicino” (Fil 4,4.5) … “siate sempre lieti, pregate ininterrottamente, in ogni cosa rendete grazie: questa infatti è volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi” (1Ts 5,16-18)… “Lo Spirito del Signore Dio è sopra di me, mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annunzio” (Lc 4,14).

Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria

Anno liturgico B (2020-2021) – Solennità e feste – Immacolata – (8 dicembre 2020)

La sua umanità, in tutte le sue fibre, è andata incontro al Signore in santità e purezza di spirito, […] A differenza di noi, la Vergine non è caduta nell’inganno che tormenta i figli degli uomini, inganno che presenta il brano della Genesi. Anche lei è stata duramente provata nella sua umanità: con l’offerta della sua umanità ha permesso all’amore di Dio, nel suo Figlio, di svelarsi al mondo; ha conosciuto la sofferenza dell’amore con il suo Figlio e ora accompagna ogni sofferenza umana perché venga aperta all’esperienza dell’amore. In lei la sofferenza non ha generato ribellione, il dramma non ha velato la fede, il desiderio non ha compromesso l’amore, l’agire non ha macchiato la coscienza. La ‘benedizione’ che Paolo implora ed annuncia nell’esordio alla sua lettera agli Efesini l’ha ricoperta e intrisa in modo singolare.

II Domenica T.A.

Anno liturgico B (2020-2021) – Tempo di Avvento – II Domenica – (6 dicembre 2020)

Quando Gesù inviterà a venire a lui, fonte di gioia e consolazione per i cuori, si riferirà agli uomini ‘stanchi e oppressi’ (soggetti a corvée dal demonio che li tiene sotto il suo giogo) e chiederà di prendere il suo di giogo, che è dolce e leggero (cfr. Mt 11,28-30). La buona novella, con cui si apre il vangelo di Marco, porterà consolazione al mondo quando riceverà la corsa degli apostoli, mandati da Gesù, non tanto a far conoscere che cosa è successo (il Figlio di Dio, morto e risorto) ma a rendere partecipi, a far esplodere quella liberazione ottenutaci da Gesù, testimone per eccellenza dell’amore di Dio per i suoi figli.